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di Bianca Luana Chirnoaga, scritto da Azhavur De Prà.

[tempo di lettura ca. 3′]

Qual è lo strumento di Access Consciousness™ più utilizzato in assoluto?

Parliamo della domanda e con oggi vorrei cominciare a presentarti che cosa si può creare e ottenere grazie ad essa.

Gli strumenti di Access Consciousness™ ci potenziano a riconoscere ciò che sappiamo e che abbiamo sempre saputo; a prendere in mano la nostra vita, smettendo di considerarci vittime delle circostanze e di pensare di non poter cambiare nulla o di dover sottostare a quelli che gli altri scelgono per noi.

Grazie a questi strumenti, possiamo finalmente creare l’opera d’arte che abbiamo sempre voluto fosse la nostra vita e la domanda è lo strumento più veloce e più a portata di mano che abbiamo.

Quante volte abbiamo imparato qualcosa di nuovo senza una domanda? Mai! C’è sempre stata la domanda, anche se inconscia, che ha aperto la possibilità perché qualcosa di nuovo si mostrasse: una nuova esperienza, un nuovo incontro, l’inizio di qualcosa di diverso…

Una delle domande chiave che io ho fatto e che mi hanno permesso di fare un passo importante nella mia vita, quale trasferirmi in Italia, è stata proprio una domanda fatta ai miei genitori: “Ok, cosa possiamo fare? Vengo io in Italia o tornate voi in Romania?” e così si è creato uno spazio per cui mi hanno risposto: “C’è questa possibilità, cosa scegliamo? Scegliamo che tu venga in Italia” ed è lì che mi sono resa conto che è sempre stata una domanda ad aprire una possibilità diversa.

La domanda ci permette quindi di creare lo spazio necessario affinché possiamo andare aldilà di quello che pensiamo sia possibile. Ci permette di aprire la mente e di spaziare in posti inesplorati.

Qual è la differenza tra seguire i pensieri e porsi delle domande?

Quando siamo nel vortice dei pensieri, a meno di non essere totalmente presenti, siamo in loro balìa anziché averne il controllo. Siamo infatti portati a viaggiare nel passato, facendo considerazioni su considerazioni, e nel futuro, giungendo a conclusioni che ci bloccano.

La domanda, invece, ci riporta al momento presente.

Ad esempio, una domanda semplice come “Chi sto essendo adesso?” interrompe il chiacchiericcio mentale e senza controllo, permettendoci di essere presenti con l’energia di chi siamo in quel momento, creando pace e silenzio. Quando facciamo una domanda, quindi, la mente cessa di distrarci.

Come sarebbe se usassimo la mente a nostro vantaggio?

La mente è sempre indaffarata a pensare, a progettare cose, a dare risposte, o semplicemente a concludere qualcosa in base ad un’esperienza pregressa; la domanda invece apre lo spazio alla consapevolezza, permettendoci di riconoscere ciò che stiamo vivendo e, se non ci piace, di migliorarlo scegliendo qualcos’altro.

Con le domande, quindi, anziché essere trascinati dalla mente ovunque lei vada o qualunque cosa lei percepisca, ci mettiamo al comando della nostra vita. Il nostro sapere davanti con la mente che segue.

Sono stati fatti studi su come funziona e di base la mente registra tutte le esperienze vissute per poi usarle al fine di non ripetere errori. Per cui ogni volta che iniziamo una nuova esperienza o siamo davanti a un cambiamento, la mente non sapendo prevedere il futuro, né funzionare in una situazione sconosciuta, ci intima di non andare in quel posto o di non fare quella esperienza e così scaturiscono paura e ansia.

Ma la paura e l’ansia non sono sinonimo di certezza di pericolo. Anzi, se qualcosa ti diverte o ti espande (quest’ultimo concetto te lo spiegherò in un altro articolo), se ti dà gioia, ti crea divertimento e ti fa esclamare un bel “Wow!” dentro di te, allora segui il tuo istinto, che è anche il tuo sapere.

Non diamo alla mente compiti che non sa svolgere!

Usiamola invece per sostenerci nelle nostre nuove avventure.

Il nostro sapere è quella sensazione nella pancia che è molto più forte della mente; esso ci guida in circostanze nuove, per avvicinarci alle cose che davvero vogliamo creare e che davvero desideriamo.

Affidandoci al nostro sapere e grazie alle domande, possiamo surfare le nuove possibilità e farle funzionare alla grande.

Un aneddoto racconta che Einstein dichiarò che prima di fare una scoperta importante, passava gran parte del tempo a trovare la domanda giusta da fare: una volta trovata la domanda, la soluzione arrivava immediatamente!

Niente di nuovo quindi si è mai mostrato senza che ci fosse una domanda in precedenza, non a caso la domanda è uno strumento chiave di Access Consciousness™.

Come sarebbe riconoscere le capacità della nostra mente e usarle semplicemente per quello che può fare?

E come sarebbe se davvero potessimo cambiare tutto con una domanda?

2 commenti su “Come sarebbe cambiare tutto con una Domanda?”

  1. E’ per me un onore scrivere per te e sono così felice di come questo mi faccia sentire in uno stato di gioia! Sto sperimentando che cosa voglia dire essere in allowance ed è bellissimo! Grazie cara, per questa opportunità di creazione insieme <3 💖
    E come può essere meglio di così? ;-* 😘

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